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IL CANE
DELLA VIA APPIA
Gaetano Barbella
«Il geometra pensiero in rete»

IL CANE DELLA VIA APPIA. Disegno allegorico dell’autore tratto dalla mappa
di Roma, Via Appia Antica. [1]
LE
SURREALTÀ TERRESTRI
Sembrerà
incredibile e nuovo da sentirsi ma la terra non la si conosce abbastanza,
se non attraverso tutto ciò che la scienza ha sondato e studiato a
menadito. Ma non è stato abbastanza da scoprire di lei, con sorpresa,
miriade di configurazioni attraverso la sua topografia. Immaginazioni
suggestive, come quelle dei racconti e delle favole si potrà dire, ma non
tanto da far sorgere in alcuni reali possibilismi di concreti fondamenti
per tenerne da conto. Altri diranno sorridendo che è magia, come quella
dei chiromanti che, al posto di leggere la mano della gente, legge la
terra con le tante sue linee di morte vita e miracoli. Tuttavia, scherzi a
parte, la terra vista così effettivamente dimostra di essere come viva e,
da mirabile ed impareggiabile artista, dipinge immagini di sé come meglio
crede: a volte allegoricamente, altre in modo che sembra reale. E non
occorrono doti magiche per togliere il velo di Gea, la terra, per mettere
in mostra la sua immaginaria surrealtà imprevedibile. Basta solo la docile
mano di un giovane studente, una matita ed una gomma ed ecco che da una
cartina di un paese - per esempio - come quelle inserite nel suddetto
scritto , si presentano alla vista rappresentazioni coerenti, che fanno
pensare. Un matematico direbbe che è topologia bella e buona, la scienza
esatta come lui la definisce. La topologia intuitivamente, in matematica,
è lo studio di quelle proprietà degli enti geometrici, le quali non
variano quando questi vengono sottoposti a una deformazione continua cioè,
ad una trasformazione della figura tale che punti distinti rimangono
distinti, e punti vicini cambino in punti vicini. Ma il termine di
topologia è usato anche in altri modi: per lo studio del paesaggio dal
punto di vista morfologico; in linguistica per lo studio relativo alla
collocazione delle parole nella frase; ed ancora. Sembra complesso e
astruso ragionare in topologia, eppure nel caso delle configurazioni in
discussione è come un semplice gioco, simile a quello per bambini della
Settimana Enigmistica, «Che cosa apparirà?», o l’altro, «La pista
cifrata», solo che qui occorre immaginare i puzzle da annerire e le cifre
da seguire. Ecco, ora immaginate che la terra veramente presenta di sé
configurazioni che non si contano – non si potrà spiegare come – per
dimostrare che essa vive interagendo a tutte le attività di superficie,
soprattutto per opera dell’uomo. Non è poi tanto fantastica l’idea che gli
uomini rivestano, in seno alle configurazioni i discussione, la funzione
più importante della terra vista in questo modo, quella del cervello.
Ragionando in questa prospettiva si imparerà così a vedere che le
costruzioni umane, i fabbricati, le strade, le grandi vie di comunicazione
e ogni altra cosa sono forze che nascono, crescono e muoiono.
E poi, quando
tutto manca per credere in ciò che ho postulato sulla presunta surrealtà
terrestre, ebbene non dispiacerà sentire e vedere un insolito modo di fare
arte, fuori dalle numerose concezioni note. Nel caso di questo scritto
potremo definire che sia una certa poesia visiva poiché alle
configurazioni in questione ho aggiunto molti versi a commento di esse.
IL CANE DELLA
VIA APPIA
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1
Per chi
sarà mai quella cicogna?
Per un
Bambin dell’«Ave Maria»? [1]
Del
Signor della “fede al dito”
che or
più non conta?
Vedo un
sacerdote ad officiar Messa:
ma è San
Sebastiano primo martire! [2]
Domine
quo vadis? Come Lui, risponde.
Venio
Roman iterum crucifigi.[3] |
4
E nel
ventre di quel gatto,
chi mai
sarà se non un ratto?
Ma pur
se sazio il felino, l’indole sua
a dubbio
fiuto, quasi, lo spinge.
Per lui,
forse il Santo è una preda. [2]
E se non
fosse li di rimpetto,
il
nemico suo per eccellenza,
sadico
com’è, lo azzannerebbe.
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2
Un’altra
unione da consacrare?
D’una
strana “coppia di fatto”:
un cane
e gatto amanti?
Ma come
può essere? Semmai,
amici,
seppur strani, per amor di Lui.
E poi
quei «Salesiani» in seno al gatto, [4]
non
fanno altro che ospitare quelli
dell’«Ave Maria» in groppa al cane. [1]
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5
Chi,
dunque sarà l’altro Pietro?
Mi
sovvien, del Salesiano, [6]
quel che
gli premeva tanto:
la
gioventù rettamente educata.
Dalla
sua sana educazione
dipende
la felicità della Nazione,
lui
diceva, consacrando la sua vita.
Al
contrario: vizio e disordine. |
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3
Piuttosto avete visto il cane?
Con quel
gravame mi fa tanta pena!
È mai
animal da groppa, salvo
a
sopportar zecche e pulci?
Mezzo
già come nella mota,
in
prospettiva d’un Circo ancor
da
inaugurare: forse è l’animal-staminale
da
sacrificar per la vita d’un Romolo. [5]
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6
E Roman
del Bambin da crocifiggere?
La vedo,
appunto, fra vizio e disordine. [7]
Al suo
centro poco possono i quattro. [8]
Di
nuovo, un porco s’aggiunge all’angiol.
D’intorno niente di buono e promettente.
Della
gioventù, la triste visione d’una bimba
e la sua
mamma pronta a far la ronda.
Qui non
mancano lacrime ed una croce. [9] |

ROMA DEL BAMBIN DA CROCIFIGGERE. Disegno allegorico dell’autore tratto
dalla mappa di Roma. [1]
Note:
[1] – Villa
Ave Maria della Via Appia in groppa al cane. I “figli della Madonna”. Gli
orfani, i diseredati.
[2] – Chiesa
di S. Sebastiano della via Appia fra il cane ed il gatto.
[3] – «Vengo a
Roma a farmi crocifiggere di nuovo». Fu ciò che disse Gesù a Pietro sulla
via Appia Antica in risposta alla sua domanda, «Domine quo vadis?».
[4] –
L’Istituto Salesiani della via Appia in seno al gatto.
[5] – Fa
riferimento alla tomba di Romolo, figlio di Massenzio imperatore romano,
morto in giovane età nel 309 d.C.. Di fronte alla tomba, posta sulla via
Appia, si delinea il Circo, detto di Massenzio, da questi fatto costruire
e mai inaugurato. Così com'è disposto il Circo, somiglia ad un’ampolla per
laboratorio chimico, cosa che mi ha ispirato un daffare di quest’epoca per
le ricerche nenetiche cui sfioro con i versi suddetti.
[6] – San
Giovanni Bosco.
[7] – Vedi il
disegno allegorico dell’autore tratto dalla mappa di Roma.
[8] – I
quattro esseri viventi posti intorno al trono di Dio descritti
nell’Apocalisse di Giovanni apostolo. Un’aquila, un vitello, un leone ed
un simile all’uomo, che sono gli emblemi dei quattro evangelisti
[9] – In basso
a destra del secondo disegno allegorico tratto dalla mappa di Roma.
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